In quali paradisi fiscali è meno rischio investire

paradiso-fiscale-senza-rischiParadisi fiscali o paradisi normativi: in ogni caso, all’interno di questi paesi, esistono differenze legislative per le quali ponderare rischi e investimenti

 

Mollo tutto e investo all’estero: una frase sentita e risentita, ma è assolutamente priva di rischi?

Appare molto facile a volte il classico ‘mollo tutto’ per ricostruire la propria vita all’estero, all’interno dei confini di paesi considerati paradisi fiscali, i cosiddetti paesi offshore nei quali costituire imprese gestite poi dall’estero.
Nel caso del ‘mollo tutto’ (bellissima allocuzione espressa da tutti coloro che nel vero senso della parola lasciano il proprio paese per rivedere assetti esistenziali in altre nazioni e continenti), il termine corretto è quello di paradiso onshore, cioè la cui gestione d’impresa è direttamente eseguita sul posto.
Non è il caso, ad esempio, di chi costituisce, negozi online dedicati all’E-commerce, il classico E-shop gestito grazie a piattaforme online, anch’esso soggetto alla tassazione relativa al paese di costituzione, come al solito percentualmente importante in Italia, molto meno, o quasi nulla, nei paradisi offshore.
Il paradiso normativo è sostanzialmente quello determinato da un paese sul quale non intervengono controlli sulla provenienza dei capitali, diminuendo di molto il rischio di doppia tassazione tra lo stesso paese e quello di provenienza di chi si reca all’estero per investire.

 

E’ sempre tutto facile?

In realtà non è impossibile: facile in materia finanziaria, è termine relativo in ogni caso alla conoscenza specifica di materie complesse, determinate da piccole regole e normative locali. A volte il rischio negli investimenti in paradisi offshore e onshore, potrebbe essere determinato dall’instabilità politica locale, paesi nei quali basta una piccola contestazione popolare per scatenare la brama di potere e instaurare regimi in seguito isolati dall’opinione pubblica, e ciò è successo non di rado.
Allo stesso modo, la sudditanza da alcune monete potrebbe determinare lo sconvolgimento della valuta interna in seguito a grandi manovre speculative.
E’ stato questo il caso di alcuni paesi del Sud-America, come Venezuela e Argentina, paesi in cui il benessere era diffuso, i quali improvvisamente si sono ritrovati con la valuta nazionale equivalente a carta straccia proprio in seguito a manovre mondiali speculative dettate dall’egoismo del dollaro americano.

 

Quali paesi allora?

Ovviamente il rischio esiterà sempre e se la considerazione di fondo relativa alla scelta di un paradiso offshore è determinata dalla sicurezza legislativa e politica come garanzia, le percentuali in tal senso possono ridursi ma non azzerarsi.
Un esempio in tal senso, in materia di sicurezza, è rappresentato dalla Liberia in ambito navale, in grado di fornire una bandiera privilegiata, la quale determina la prima flotta navale al mondo. Gli scandali panamensi hanno aiutato molto in questo consolidamento il paese africano ed è bene valutare in quali paradisi offshore le tutele sono ideali. Ad esempio in alcune isole della Manica britannica o nelle isole Cook o a Nauru, gli investitori sono pienamente consapevoli che la politica del segreto bancario è tradizionale e affidabile, altrove, purtroppo, non lo è sempre, meglio quindi valutare informandosi bene prima di procedere ad azioni importanti per tutelarsi e tutelare sino in fondo il proprio capitale.

In quali paradisi fiscali è meno rischio investireultima modifica: 2017-11-02T10:50:09+01:00da tatibe
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