Investire nei paradisi fiscali europei

Paradisi-fiscali-europeiPer chi ritiene troppo elevato il livello della tassazione italiano, i paradisi fiscali esercitano una forza d’attrazione praticamente irresistibile. Se però una volta venivano associati a località esotiche, oggi sono anche presenti nel cuore del vecchio continente.

I paradisi fiscali europei

Oxfam (Oxford Commitee for Famine Relief) è una vera e propria confederazione di ONG, Organizzazioni Non Governative, che si battono in particolare per spingere i governi ad adottare politiche in grado di lottare contro la povertà e le eccessive disuguaglianze. Il suo ultimo report si intitola “Tax Battles” e indica i quindici paradisi fiscali che vanno in questo momento per la maggiore. Tra i Paesi che possono vantare una legislazione aggressiva e quindi capaci di calamitare risorse sottratte al fisco nei Paesi ove la ricchezza si forma, ce ne sono anche alcuni europei come Olanda, Cipro, Lussemburgo e Irlanda. Va peraltro ricordato come queste pratiche vadano a svantaggio del normale funzionamento del sistema capitalistico, in quanto contribuiscono a regalare alle grandi imprese una rendita di posizione a danno delle PMI. Il caso olandese

Il paradiso fiscale ideale per le società, in Europa, è l’Olanda, il Paese scelto dalla Exor, la finanziaria della famiglia Agnelli per pagare le tasse. Non è naturalmente casuale questa scelta, se si pensa come il livello di imposizione gravante sul reddito per le multinazionali si attesti al 25%. Se questo è il livello ufficiale, va però aggiunto come al fine di attrarre le grandi aziende l’Olanda conceda una serie di altri elevati incentivi. In un momento in cui si parla di aiutare i migranti a casa loro, si può facilmente comprendere come decisioni simili rappresentino una vera e propria sconfessione dei buoni propositi.

La Svizzera e l’Irlanda

Altro caso particolare è rappresentato da Svizzera e Irlanda. Se la prima è stata a lungo un vero e proprio santuario per gli evasori fiscali, ora le cose stanno mutando ed entro il 2019 il paese elvetico dovrà togliere di mezzo le leggi che hanno contribuito ad attrarre le multinazionali. Al fine di prevenire un massiccio addio delle stesse, le autorità fiscali hanno deciso di compensare la perdita introducendo un livello di tassazione più basso, accompagnandolo con altri benefici.
L’Irlanda è a sua volta tristemente nota per il “Double Irish”, ovvero la norma che consente alle multinazionali di utilizzare l’isola come vero e proprio ponte verso i paradisi fiscali. Un marchingegno che terminerà soltanto nel 2020, termine in vista del quale il governo irlandese ha comunque predisposto una serie di regole a vantaggio delle aziende che vogliono sottrarre risorse alla tassazione. Per capire l’entità del fenomeno basterebbe ricordare come proprio grazie all’Irlanda ben tredici miliardi di tasse siano stati elusi da Apple.

Il LuxLeaks

Il Granducato del Lussemburgo è un’altro paradiso fiscale che turba i sonni di chi vorrebbe un’Europa più giusta e solidale. Nel 2014, infatti, il Paese si è venuto a trovare al centro di un gigantesco scandalo, relativo a 340 multinazionali aiutate ad eludere miliardi di euro di tasse. Uno scandalo che ha avuto al centro proprio il presidente della Commissione europea, Jean Claude Juncker. L’immagine del Lussemburgo sembra non averne risentito eccessivamente, anche se il Paese ha dovuto concordare alcune mosse fiscali con l’Unione Europea. Inoltre non ha voluto rinunciare alla sua funzione di paradiso fiscale, se si pensa alla riduzione sino al 18% del livello di tassazione gravante sul reddito delle aziende.

Investire nei paradisi fiscali europeiultima modifica: 2017-11-02T10:59:11+01:00da tatibe
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